Mobbing e disagio lavorativo - Aiuto Psicologico Roma “La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione” Carl Rogers

Disagio lavorativo: Stress, Mobbing e conseguenze psicologiche

Che cos'è il mobbing?

Il mobbing è un fenomeno complesso che avviene all’interno delle relazioni sul lavoro esprimendosi in un clima di violenza psicologica esercitata da una o più persone (mobber) verso un singolo individuo (mobbizzato). Tali azioni vessatorie hanno carattere abituale, sistematico e derivano da un’alterazione delle relazioni interpersonali tra colleghi e anche da una strategia dell’azienda o dell’organizzazione. Diverso invece è il concetto di disagio lavorativo che va  differenziato dal mobbing vero e proprio, perché il disagio sul lavoro si riferisce più ad un vissuto soggettivo di un lavoratore che, per varie ragioni e in relazione a specifiche circostanze, può presentare un malessere legato al proprio lavoro.

 

Quali sono le azioni del mobbing contro la vittima?

Il termine inglese “mobbing” deriva dal verbo to mob, che vuol dire “aggredire”, “malmenare”, “affollarsi intorno a qualcuno” ed è stato introdotto nel campo della psicologia del lavoro dallo studioso tedesco Leymann che ne parlò per la prima volta nel 1984 in Svezia, a seguito di una ricerca, per indicare il terrorismo psicologico esercitato da una o più persone nei confronti di un singolo. Le tipologie di azioni mobbizzanti subite dalla vittima possono riguardare: ostacolare lo svolgimento dell’attività lavorativa; inibire la possibilità di esprimere idee e pareri sia sul piano personale che professionale; emarginazione e isolamento sociale; attacchi alla reputazione attraverso critiche e svalutazioni che condizionano negativamente le opinioni sul suo conto; ostacolo al normale svolgimento della vita privata, cioè azioni che tendono a porre la persona in difficoltà rispetto ai propri impegni; esporre la vittima a situazioni che possono nuocere alla sua salute; intimidazioni e aggressioni fisiche.

 

Quali sono gli effetti emotivi del mobbing sulla vittima?

Le ripercussioni del fenomeno del mobbing sulle vittime rimanda a conseguenze di tipo psicologico, psicosomatico e relazionale. La persona infatti comincerà ad accusare: depressione, forti stati di ansia; attacchi di panico; reazioni psicosomatiche di vario tipo come nausea, giramenti di testa, emicranie, tachicardie; calo della propria autostima; isolamento dai suoi abituali contesti relazionali, famiglia, amici ecc… Dall’esperienza clinica emerge che, chi subisce mobbing in una fase di esordio del fenomeno, spesso non comprende bene cosa gli stia accadendo e, almeno inizialmente, tende ad interpretare gli accadimenti come dovuti ad una propria responsabilità o “colpa”. Con il passare del tempo, quando gli attacchi si trasformano in qualcosa di più stabile, continuo e reiterato diventa più chiara la manipolazione aggressiva messa in atto dal mobber, fino ad arrivare all’esclusione definitiva della vittima dal suo contesto lavorativo.

 

Come intervenire sul piano pratico?

E' importante che il soggetto vittima di mobbing reagisca, senza protrarre per troppo tempo la situazione vessatoria e di forte stress sul lavoro, cercando di trovare una soluzione che possa restituirgli dignità da un punto di vista sia personale che professionale. I tentativi posso disporsi su un piano legale, con un’azione che contempli il richiamo a provvedimenti normativi che legiferano in materia e/o sul piano di una presa in carico psicologica che possa aiutare la persona vittima di mobbing a superare o gestire emotivamente le difficoltà e i problemi insorti a seguito dell’evento. Resta fermo il punto che il fenomeno del mobbing, avendo come oggetto principale l’individuo e le relazioni, ha bisogno, per essere contrastato, di un’azione più significativa che vada oltre l’intervento del singolo che spesso si ritrova a combattere da solo pagando un costo troppo alto non solo sul piano emotivo ma anche in termini economici e sociali. Occorre soprattutto attivare un intervento di ampio respiro che si declini in modo articolato su piani diversi, per promuovere una cultura del lavoro che sia basata sulla valorizzazione del fattore umano e delle risorse individuali e collettive.

Psicologa Roma Dott.ssa Beatrice Caponi - Psicologa Psicoterapeuta

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