Fobie e ansie: Aiuto psicologico “Attenzione alle paure del giorno. Amano rubare i sogni della notte” Fabrizio Caramagna

I tipi di fobie, le reazioni e gli strumenti per gestirla - Psicologia

Che cos'è la fobia?

La fobia è un timore irrazionale per oggetti, animali o specifiche situazioni che nella norma non dovrebbero provocare timori. Tali sono la paura per gli spazi aperti (agorafobia), per quelli chiusi (claustrofobia), la paura di arrossire (eritrofobia), la paura dello sporco (rupofobia), timore delle malattie (patofobia o ipocondria), paura dei ragni (aracnofobia) ecc.

 

Che differenza c'è tra fobia e paura?

La fobia si distingue dalla paura perché, a differenza di quest’ultima, non scompare di fronte ad una verifica della realtà, anche se il soggetto fobico è pienamente consapevole dell’irrazionalità dei suoi timori che tuttavia non riesce a risolvere. Le fobie sono cariche di significati simbolici nel senso che le cose o le situazioni temute dal soggetto rinviano, in un modo più o meno deformato, ad una pulsione repressa quindi rimossa e inaccettata dalla coscienza (spiegazione basata sul modello psicanalitico). In questo modo il soggetto farà il possibile per allontanare ostinatamente l’occasione affinché la pulsione non si manifesti attraverso la rappresentazione dell’oggetto fobico, con uno scongiurante atteggiamento di rifiuto che non fa che evocarne continuamente il fantasma. La condizione fobica può rivelare solitamente una condizione di dipendenza infantile e quindi di non raggiunta autonomia che si manifesta nella paura di agire fino all’immobilismo. Così per esempio il timore di luoghi aperti (agorafobia) o di allontanarsi dall’ambiente noto, potrebbe manifestare una situazione psicologica di insicurezza da far risalire ad una condizione di dipendenza dalla famiglia e a sensi di colpa riguardanti la propria autonomia.

 

In che modo può svilupparsi una fobia?

La fobia può manifestarsi spontaneamente senza nessuna apparente ragione oppure può essere la conseguenza di un evento traumatico, per esempio la claustrofobia potrebbe essere la conseguenza di un’esperienza in cui si è stati costretti a rimanere chiusi in un luogo per molto tempo, come in ascensore, oppure potrebbe essere anche frutto di un’esperienza appresa nel contesto familiare, per esempio se un bambino vede sempre la mamma spaventarsi di fronte ad un insetto ed avere reazioni eccessive potrebbe, per modellamento, imitare il comportamento del genitore e sviluppare in seguito la fobia per gli insetti.

 

Quai possono essere le risposte fisiologiche del soggetto nella fobia?

Le reazioni di fronte alla situazione fobica elicitano risposte fisiologiche nel soggetto come: tremore, tachicardia, rossore, senso di svenimento, affanno, sudorazione, fino anche alla fuga oppure all’immobilismo o all’attacco di panico. Poiché è molto raro che ci siamo remissioni spontanee del problema, sarebbe opportuno che il soggetto potesse considerare l’utilità di un trattamento terapeutico per beneficiare dell’uso di tecniche volte a gestire l’ansia causata dalla fobia e comprenderne contemporaneamente i significati più profondi.

 

Psicologa Roma Dott.ssa Beatrice Caponi - Psicologa Psicoterapeuta

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